Il sequestro Cobain

scritto da Beppe Tritone
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Autore del testo Beppe Tritone

Testo: Il sequestro Cobain
di Beppe Tritone

C’erano una volta gli Hair Disaster, band glam metal con più lacca che accordi buoni, più pantaloni
leopardati che dischi venduti. Negli anni Ottanta avevano conquistato tre fan fedelissimi, un barista
di Pavia e una zia che li confondeva con i Pooh. Poi arrivò il grunge, che fu come una pioggia acida
su una permanente: Seattle spense i lustrini, le camicie a quadri presero il posto del cuoio, e gli Hair
Disaster finirono nel dimenticatoio insieme ai mangianastri.
Una sera, nel loro scantinato-prove (che odorava di muffa e nostalgia), il cantante Rex Vanity ebbe
l’idea geniale:
«Rapire Kurt Cobain.»
Silenzio. Una mosca smise di ronzare per rispetto.
«Così», spiegò Rex, «ci ringiovanisce l’immagine. O ci odiano. In entrambi i casi, se ne parla.»
Il piano era scritto su un tovagliolo unto: viaggio verso Seattle, rapimento rapido, conferenza
stampa confusa. Ma il destino, che odia i piani scritti sui tovaglioli, cominciò subito a divertirsi.
Prima tragedia: il furgone, battezzato Metal Queen, non partì. Tossì, starnutì e morì emettendo un
ultimo riff di marmitta. Dopo tre ore e due bestemmie creative, ripartì… in retromarcia. Seconda
tragedia: il bassista Snake, allergico ai cani, fu inseguito da un chihuahua isterico che lo costrinse a
rifugiarsi su un albero, dove rimase finché non finì la dignità.
A Seattle, pioveva come solo Seattle sa piovere: una pioggia che ti entra nell’anima e ti ruba le
scarpe. Gli Hair Disaster scambiarono un idraulico in camicia di flanella per Kurt Cobain. Lo
rapirono. Era sordo, parlava solo di tubi e li denunciò per sequestro… morale.
Quando finalmente arrivarono sotto casa del vero Kurt, furono colpiti dall’ultimo imprevisto:
un’improvvisa crisi esistenziale collettiva. «Ma se poi», disse il batterista Crash, «il grunge è solo una
fase? E noi siamo già passati di moda due volte?»
Scapparono. Tornarono a casa. Nessun rapimento, nessuna gloria. Solo una nuova
canzone, Kidnapping the Wrong Guy, che non ascoltò nessuno. Ma nel ritornello, per tre secondi,
sentirono di nuovo di esistere. E questo, nel rock, a volte basta.

Il sequestro Cobain testo di Beppe Tritone
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